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Breve cronistoria sul lago di Molveno.
Di Silvio
Girardi Il lago di Molveno nasce circa 3000 anni
fa a seguito di mia grossa frana che ostruisce la valle esistente in località
Nembia. E' nominato nei documenti scritti per la prima volta nel codice Wanghiano sotto la data del 5 settembre 1204. In questo documento il principe Vescovo di Trento Corrado di Beseno concede investitura del dosso di Mezzolago di Molveno (dove ora sorgono i così detti Fortini di Napoleone) ad Alberto dei Signori di Stenico.
Per trovare un documento che parli
espressamente del lago e dei diritti sullo stesso, dobbiamo spostarci al 2
giugno 1350. In tale data a Trento il Signor Filippo di Mezzocorona, vende e
cede a Nicolò Reifer di Campill presso Bolzano per il prezzo di 800 marche di
denari piccoli veronesi metà del lago e 12 masi di Molveno, con tutti i
diritti, decime, affitti e livelli, compreso il diritto di decima sulla pesca
nel lago. Questo documento, consentirà al Gruppo pescatori, al quale si è
aggiunto nel 1985 il Comune, di far riconoscere il diritto dei censiti di
Molveno di esercitare la pesca dalle rive senza bisogno di permessi. Nel corso del 1400 insorgono grandi liti
tra i dinasti del Belfort, signori di Andalo e Molveno, e le popolazioni del
Banale, che pretendevano di esercitare il diritto di pesca sul lago. In
queste vertenze vennero coinvolte le massime autorità del tempo, vale a
dire Massimiliano I imperatore del Sacro Romano Impero ed i Vescovi di Trento.
Queste vertenze si appianarono soltanto nel 1540 con un accordo fra
l'imperatore Ferdinando I ed il Principe Vescovo Cardinale Cristoforo Madruzzo.
Nel 1700 vi era un grande afflusso di pescatori provenienti dai paesi della
val di Non e del Banale tanto è vero
che si ha memoria della celebrazione nella chiesa di Molveno di una messa
domenicale notturna chiamata la messa dei salmerini. Durante i sommovimenti
dell'epoca Napoleonica (1796-1815) il lago venne demanializzato (1810). Dopo
il 1815 venne restituito quale feudo ai conti Saracini di Belfort. Nella prima
metà dell' 800 insorsero liti tra il comune di Molveno ed i conti Saracini
sia per il diritto di navigazione con zattere sia per l'utilizzo del terreno
di Bior, lasciato all'asciutto dalla retrocessione del lago. Per la prima lite
ebbe partita vinta il Comune per la seconda i Conti Saracini. Con la legge sull' allodializzazione dei fendi uscita nel 1869 anche il lago di Molveno divenne proprietà privata dei conti Saracini. In quel periodo e poco prima il lago risulta affittato al comune di Molveno, che per la verità tentò anche di acquistarlo. Nel 1903 nasce la società per il Grand Hotel Molveno che già dal 1905 prende in affitto il lago e la pesca. Il lago viene poi ceduto dai conti Saracini alla società nel 1922. I veri e propri contenziosi per il lago iniziarono con il passaggio della nostra regione all'Italia dopo il 1918. Dopo tale data iniziano le grandi corse allo sfruttamento idroelettrico delle acque delle nuove province. Tale fatto risulta chiaro rileggendo il lungo decreto di concessione idroelettrica alla SISM del 1948. La legge sulla demanialità delle acque è uscita nel 1933 ma soltanto nel 1953 il solo lago di Molveno (con l'esclusione del lago di Bior) venne intavolato al Demanio Pubblico ramo acque dello Stato. Dopo il secondo pacchetto di autonomia del 1972 il lago di Molveno viene intavolato al nome della P.A.T. ma il Bior (p.f. 339) rimane ancora proprietà
privata intavolata all'ENEL. Sulla ventilata trasformazione del lago in bacino di
riserva fioccarono le opposizioni di privati ed enti pubblici fin dal 1938
.. Dopo l'avvio dei lavori il Comune ed un
gran numero di censiti
a titolo personale
si costituirono
in giudizio davanti ai tribunali
delle Acque di Venezia,
essi peraltro non vennero accolti e così ai danni si aggiunsero le beffe, perché
i ricorrenti
si videro addossate anche le spese di giudizio. Fu una vera e propria debacIe, e
di questa sconfitta i molvenesi ne
portano ancora le conseguenze. Successivamente molteplici furono
gli appelli del Comune e di altre autorità
e associazioni per attenuare
gli effetti capestro
del disciplinare di concessione ma i concessionari forti di questa
loro posizione
ritennero opportuno richiederne una nuova per sopraelevare il lago fino a quota
833. Questa volta ci furono opposizioni in sede istituzionale,
Giunta Regionale in prima persona. Negli anni '80 su sollecitazione delle
nuove amministrazioni comunali ed
in particolare del combattivo Gruppo pescatori che si affidò al sostegno del
partito Autonomista qualcosa si andò a concludere. Vi furono molte
interrogazioni e mozioni non soltanto in sede provinciale ma addirittura nel
parlamento nazionale ad opera del Senatore Autonomista Sergio Fontanari.
Egli operando quale
presidente della
Commissione Senatoriale dei Lavori Pubblici
riuscì a riaprire l’iter delle nuove richieste e grazie alle interrogazioni
del consiglier Binelli che dimostrò che ENEL
utilizzava un terzo in più delle acque in concessione si arrivò alla formulazione
di una proposta più
rispettosa dell' ambiente e delle aspettative della Comunità di Molveno. Tale
accordo andò maturando fra il 1986 e il
1988, con esso si abbandonavano i livelli assentiti
nel disciplinare di concessione
del 1947 portandolo da una quota di minimo invaso di 740 alla quota di 780 ed
anche con tempi diversi e più consoni all'attività turistica di Molveno. E' noto che nel 1991
1992 ci sono stati nuovi pericoli per i
livelli del lago, quando l'ENEL
per esigenze di straordinaria manutenzione voleva svuotare il lago per un anno
e mezzo. Ci sono
state pubbliche prese di posizioni su questo paventato pericolo
con ben 3 interrogazioni
e una mozione in
consiglio Provinciale, anche se non tutti a Molveno erano d'accordo su queste
iniziative, come risulta
dal testo
stenografico
della seduta del Consiglio
Provinciale di Trento del 22 luglio 1991. Per chi vuole
approfondire l’argomento è
disponibile tale documento. Quale testimonianza del trauma subito dal lago e dell'interesse attorno all'argomento si riportano alcuni articoli tratti dalla stampa dell'epoca. Il lago di Molveno sulla stampa dei primi anni '50 (Pdf, 1,25 Mb) Articolo da "Il gazzettino" 22-1-53 Articolo da "Il Messaggero" 10-1-53 |