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Nel mese di dicembre 2006 la società Paganella 2001 spa ha presentato una variante al progetto che prevede l'eliminazione della stazione di pompaggio di superficie ( e questo sarebbe già un grosso passo in avanti ottenuto grazie alle iniziative della Associazione per il Lago) Sono pendenti contro la concessione della deroga 2 ricorsi amministrativi In data 14 febbraio 2007 è pervenuta la risposta dell'assessore Gilmozzi alla interrogazione di Bombarda Con delibera numero 488 del 9 marzo 2007 la Giunta Provinciale di Trento ha dato il nulla osta al Comune di Molveno per il rilascio della deroga urbanistica finalizzata al prelievo idrico per innevamento delle piste della Paganella. L'associazione con l'assistenza dei propri legali sta valutando le iniziative da intraprendere al riguardo. In data 4 aprile 2007 il dipartimento turismo della provincia Autonoma di Trento ha rilasciato l'assenso preliminare per il prelievo idrico dal Lago di Molveno a fini innevamento. Per ulteriori informazioni vedere la pagina Lago Notizie I termini della questione. [le valutazioni dell'Associazione lago] La Società Paganella 2001 spa ha presentato un progetto di innevamento piste che prevede il prelievo di 210000 metri cubi di acqua dal lago di Molveno. All'uopo si prevede la costruzione di:
L'iter del progetto: La progettata opera di prelievo acque dal Lago di Molveno per produzione neve artificiale prevede l'acquisizione dei pareri favorevoli dei seguenti servizi provinciali ed enti ai sensi dell'art.
Le diverse posizioni al riguardo:
Sintesi delle principali considerazioni dell'associazione lago di
Molveno Chi
è causa del proprio mal pianga se stesso. Questo e solo
questo possono pensare dei
cittadini di Molveno i tanti non residenti che amano le bellezze della natura e
mal sopportano gli interventi che in nome di “incomprimibili” ragioni
economiche di fatto
rappresentano ferite irreversibili al patrimonio ambientale. Quali altri considerazioni possono fare di fronte a scelte aberranti quali la decisione del Consiglio Comunale di Molveno di “vendere “ il proprio lago per necessità di buone relazioni di vicinato e di poter disporre di una piccola parte dell’acqua prelevata per innevare nel futuro le proprie piste ? Che dire poi di una politica provinciale che adotta delibere in netto contrasto con tutte le sue scelte in materia di sviluppo sostenibile e di salvaguardia dei beni ambientali quali il Lago di Molveno. Forse
qualcuno ha dimenticato che la Provincia Autonoma di Trento, consapevole
della primaria importanza
del Lago dal punto di vista
paesaggistico ambientale non solo per Molveno o per l’Altopiano, ma per tutto
il Trentino, sin dal primo
dopoguerra si è adoperata per mitigare i devastanti effetti dello sfruttamento
idroelettrico del Lago, opponendosi all’innalzamento del suo livello sino a
quota 833, richiedendo un anticipo
dei tempi di riempimento (1978), sollecitando
una convenzione con Enel per
la revisione delle quote di svaso (1988). Nei
primi anni ‘90 il ripristino ambientale della Pat ha
portato a termine il
notevole intervento di valorizzazione delle spiagge,
successivamente l’Enel
ha demolito la diga di
sbarramento, la Provincia di Trento ha
finanziato e costruito il primo
tratto della circumlacuale. Questa
lunga premessa ha lo scopo di evidenziare
l’aspetto di sostanziale discontinuità o meglio di secca inversione di tendenza,
tra i coordinati virtuosi
e coerenti interventi tesi
alla valorizzazione dell’ambiente e in particolare del lago quale componente
imprescindibile dell’offerta turistica locale da una parte,
e dall’altra le nuove progettazioni e conseguenti concessioni
di prelievo, che di fatto tendono a
ricacciare il lago nel suo destino di bacino di regolazione così come
previsto nel lontano 1920 e
sancito nel 1948!!! Cosa penseranno di
noi e del nostro conclamato “amore
per l’ambiente” se andiamo a “deturpare” il nostro gioiello con queste
opere di prelievo maldestramente nascoste
con juta o vernici “mimetiche”? Che cosa potremo loro
rispondere tra 3, 5 , 10 o 20 anni quando ci chiederanno” come avete potuto
consentire a tale bruttura? Non meritate l’immensa fortuna di avere una simile
perla davanti alle vostre case”. Che dire poi dei
rumori? E’ vero, c’è ,finalmente, una perizia acustica che dice che le pompe saranno “a
norma”, che non si sentirà quasi
nulla, che sarà come parlare tra amici attorno a un tavolo.... Ma di notte
in un paese incastonato nelle Dolomiti, di notte,nell’immaginario delle
sue vacanze, uno si aspetta di
sentire “la voce del lago e delle stelle” e non il sordo perenne
brusio di macchine che da
nuove emetteranno un certo numero
di decibel, ma nel corso del funzionamento,
alterazioni di varia natura sicuramente
andranno nel senso di modificare in
peggio le caratteristiche dichiarate dal costruttore e allora addio
tranquillità. Nessuno può disconoscere l’importanza di garantire
tutte le condizioni per un buon innevamento delle piste della Paganella,
perché esse costituiscono la principale attrazione per la stagione
invernale dell’altopiano. Almeno l’Enel
l’acqua che preleva riesce a
restituirla ogni primavera, ma dalla Paganella l’acqua non ritorna che in
minima parte, e in condizioni di grave siccità, le stesse per le quali
“non è opportuno” prelevare dallo Sporeggio, nemmeno l’Enel può
garantire il ripristino dei livelli e tanto meno i tempi di reinvaso. Quando si deve fare una valutazione
dei pro e contro di questo progetto non si può sottacere che i pro sono
tutti da una parte, o quasi, e i
contro tutti dall’altra. Che razza di bilancio è questo , assomiglia
piuttosto ad un diktat, ad una resa senza condizioni. Dei contro di Molveno si è già detto. I
vantaggi della Paganella 2001 spa rispetto
alle precedenti ipotesi di innevamento sono
evidenti: notevoli minori costi
della costruzione opere, risparmi
di gestione complessiva per
la produzione neve (tutto in pochi giorni con forte risparmio mano d’opera),
pompaggio di acqua superficiale con minori esigenze di torri di raffreddamento,
zattera di pompaggio superficiale anziché
invisibili e più costose opere
di presa in profondità, concessione permanente (nei fatti) di una riserva
“inesauribile” e certezza di fare neve anche in condizioni “estreme”. I vantaggi per la comunità
di Andalo sono chiari: svincolo del supero dell’acquedotto e quindi, tra
le altre cose, minori ostacoli all’aumento degli indici di urbanizzazione,
possibilità tecnica di garantire acqua per irrigazione,
in caso di realizzazione
prevista in PRG, di un complesso
di golf. Anche i vantaggi per il territorio della Paganella Come mai le giuste
preoccupazioni per la salvaguardia del territorio della Paganella non sono
estese anche al Lago di Molveno, riguardo all’inquinamento del quale
gli organi provinciali non si sono attivati con lo
stesso zelo? Lascia perplessi
constatare la mancata volontà di
sollecitare, da parte dei servizi
provinciali competenti, la ricerca di fonti alternative e complementari di
prelievo, perseguendo soluzioni diverse, ambientalmente e turisticamente
sostenibili, che non danneggiassero
la “preziosa perla” delle
Dolomiti di Brenta. Senza risposta rimangono
gli interrogativi circa la mancanza di volontà di prendere in considerazione sistemi
meno impattanti di prelievo dal lago eliminando totalmente
zattere tubi juta e
stazioni fuori terra. Per quale ragione non
si è è presa in considerazione una
modalità alternativa alla concessione (o forse “sottensione”
in termine tecnico) permanente al prelievo
che consentisse si il pompaggio dell’acqua dal lago con zattere, (da porre in opera però, solo durante la fase
dell’effettivo prelievo) ma solo al verificarsi di quelle (rare) circostanze
di magra eccezionale, che rendessero impossibile la produzione di neve
per insufficienza delle altre fonti? In tale maniera si sarebbe evitato al Lago
una servitù di prelievo permanente. Che dire poi della assoluta
mancanza di informazioni e di
consultazione al riguardo da parte di coloro che hanno formulato pareri
positivi dal punto di vista della ricaduta economica
sulla comunità di Molveno senza confrontarsi con chi a Molveno vive
lavora e produce reddito? Probabilmente gli
operatori e gli affitta-appartamenti di Molveno avranno
ancora buona parte dei loro clienti, ma certo vedranno ridimensionata
la qualità della loro offerta,
la gente vedrà la località con occhi diversi: non più come perla incontaminata della natura ma come un buon compromesso
tra le esigenze di “sviluppo” e salvaguardia dell’ambiente. Questo è
veramente duro da accettare in un contesto dove la competizione è senza limiti
e dove la qualità è la categoria
irrinunciabile che declina
ogni iniziativa: il rischio è di trovarsi nella triste condizione di
dover puntare ad ogni costo sulla qualità delle nostre aziende e, in
conseguenza di scelte altrui, veder
scemare la qualità del nostro territorio,
del nostro prodotto. Forse non siamo
abbastanza documentati, certo allo stato non riusciamo a comprendere come si
possa ritenere assolutamente necessario salvaguardare un ipotetico pregiudizio
al deflusso minimo vitale del Rio
Sporeggio e non si abbia alcuna
remora a condannare il Lago di Molveno, forse non riusciamo a cogliere l’importanza
strategica del Rio come riserva di pesca, o forse più semplicemente ignoriamo
che esso ha qualche santo in più in
paradiso o qualche “diavolo” in meno in casa. Che dire ancora di
una Amministrazione Comunale che esprime parere favorevole alla deroga
affermando “prevalente l‘interesse pubblico in essa insito”
rispetto a quello generale perseguito dal PRG, ma non portando
argomentazione alcuna se non
l’opportunità di “andare d’accordo tra vicini” a parte
l'acqua per Pradel? L’amministrazione è
costituita da consiglieri pro
tempore, che ogni 5 anni possono
cambiare: con quale disposizione di spirito e d’animo possono prendere simili
decisioni, dopo che si sono ben guardati dal
confrontarsi con la comunità e tutt’ora si rifiutano di farlo,
vanificando con l’approvazione della deroga
l’operatività delle procedure referendarie in proposito attivate. Ci sfuggono le valutazioni
del sindaco e di quei consiglieri così solleciti a concedere la deroga
accontentandosi di una flebile dichiarazione di impegno della giunta di Andalo a
porre fine alla causa principale
dell’inquinamento di Bior: ovvero il malfunzionamento del sistema fognario di Andalo? Ancora più oscure le
ragioni di concedere una deroga
senza almeno chiedere in
contropartita precisi impegni dalla Provincia
circa i nuovi scenari di sfruttamento idroelettrico dopo il 2010? Come si può rimanere
indifferenti a demagogiche raccolte di
firme (attivate dal gruppo di
maggioranza) su petizioni a sostegno di una decisione già annunciata dopo
che al riguardo erano state avviate due procedure referendarie? Come si può non rabbrividire Come si può rimanere
impassibili di fronte a coloro che ti dicono “sono d’accordo con Voi, niente
zattere, ma non firmo per il referendum, perché mio marito è dipendente
di una società comunale, mio figlio lavora sugli impianti, ho clienti ad
Andalo..” Molveno,
15 ottobre 2006 |