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Il Lago di Molveno è di origine naturale: la sua formazione deriva da una enorme frana che circa 3000 anni or sono ha ostruito il fondovalle. Il lago sin dai tempi antichi era rinomato per la limpidezza delle sua acque che conferiva alle stesse un colore azzurro che non aveva uguali nei laghi alpini. Numerosi studi confermano questi dati. Nel periodo interbellico per impellenze energetiche si è dato corso ad una serie di progertti finalizzati allo sfruttamento idroelettrico del sistema idrico alpino: il Lago di Molveno è stato individuato come serbatoio di notevoli capacità per alimentare la centrale di Santa Massenza sfruttando le acque del Fiume Sarca, dal quale all'altezza di Pelugo, è stato realizzata una condotta forzata sotto le Dolomiti di Brenta. I lavori hanno avuto inizio nel secondo dopoguerra e si sono conclusi con lo svuotamento del lago ( è stata realizzata una seconda condotta forzata dal fondo del Lago attraverso il Monte Gazza sino al Lago di Santa Massenza )e il suo successivo riempimento sfruttando l'apporto delle acque del Fiume Sarca. Da allora è continuato il travaglio del Lago: il suo livello è soggetto a continui sbalzi legati ai diversi modi di utilizzo della centrale. In un primo momento secondo il disciplinare di concessione prevedeva l'abbassamento sino a quota 740 (83 metri di escursione) e dal 1988 il livello minimo è stato portato a quota 780, prevedendo pur sempre l'enorme svaso di 43 metri. Solo dal primo giugno al 30 settembre il Lago assume le sue sembianze di sempre non scendendo al di sotto di quota 820 e attestandosi normalmente a quota 822-823. In queste condizioni il Lago assume un aspetto lunare, le sue acque si intorpidiscono per l'apporto di limo glaciale che proviene dal fiume Sarca, la temperatura diminuisce in modo sensibile per il continuo ricambio. Nel mese di ottobre 2006 un accordo tra governo italiano e Provincia di Trento ha attribuito a quest'ultima le competenze sulla grande derivazione Sarca-Molveno. Nel 2010 scade la concessione ad Enel Spa ed entro il 2007 la Provincia di Trento dovrà redigere il bando di gara per la nuova concessione con l'indicazione delle nuove modalità di sfruttamento dell'intero sistema ( livelli del lago, deflusso minimo vitale, ecc) Che cosa chiede l'associazione per il Lago? In sostanza una radicale modifica dei livelli di svaso che sia in qualche modo legata a quella a cui sono soggetti altri laghi alpini e subalpini, quali il Garda, l'Iseo e Idro. Non bisogna dimenticare che per le leggi della fisica la quantità di energia prodotta è sempre la stessa a prescindere dai livelli di svaso, anzi più il livello è alto e maggiore è la resa per aumento della pressione nelle condotte forzate. Si chiede parimenti l'adozione di un piano di risanamento ambientale
che riduca progressivamente e significativamente nel tempo l'apporto di limo
glaciale e il raffreddamento delle acque dovuto all'eccessivo scambio
di acque, questo pur mantenendo inalterate le potenzialità dal punto di
vista idroelettrico.
Le iniziative dell'associazione riguardo al problema sfruttamento idroelettrico.
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