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[ atto accesso e diffida ] [ ricorso consiglieri comunali ] [ ricorso operatori turistici ]
L'associazione Lago di Molveno consapevole che l'obiettivo della piena tutela
ambientale del lago di Molveno si ottiene solo con un impegno a
"tutto campo", ha predisposto una azione legale coordinata tesa ad
opporsi ad ogni provvedimento di prelievo .
Due sono i ricorsi al tribunale regionale di giustizia amministrativa
predisposti dagli avvocati Silvia Zancanella e Carlo Biasi
Riguardo alle condizioni di sfruttamento idroelettrico (attualmente il
livello del Lago è circa 28 metri sotto il livello naturale) e al conseguente
danno ambientale, L'associazione, attraverso l'avvocato Franco Mellaia ha predisposto
una istanza di accesso agli
atti con diffida nei confronti della provincia Autonoma di Trento.
Qui di seguito riportiamo le principali argomentazioni:
 | Il Lago è un bene naturale iscritto nell'Elenco
Acque Pubbliche della PAT
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 | La titolarità demaniale dal 1973 compete
alla P.A.T.
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 | Il Lago di Molveno è bene ambientale ex legge
(D:lgs 22.1.2004, nr 42, art. 142
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 | Di ogni lago occorre conoscere il trinomio
caratteristico (massa liquida, alveo, spiagge).
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 | La tutela del bene demaniale costituisce una
priorità imprescindibile secondo il principio di precauzione (art 174
trattato CE) e in ossequio alla tripartizione della giurisprudenza
riguardo agli usi del demanio idrico e la loro gerarchia definita dal
diritto vivente: 1. uso generale della comunità (balneazione, pesca, ecc), 2.
usi speciali, 3. usi eccezionali (es idroelettrico). La Pubblica
Amministrazione dovrebbe perseguire la tutela in osservanza del diritto
comunitario (2000/60 CE) e dello sviluppo sostenibile.
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 | La tutela del bene demaniale Lago di Molveno
compete in primo luogo alla Provincia Autonoma di Trento
(art 823 cod civ) e in difetto
o carenza la competenza passa
allo stato che in materia ambientale ha competenza primaria.
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 | La situazione attuale del Lago si configura,
secondo l’avv. Mellaia, come scempio ambientale per la qual cosa, va
"accertata ed acclarata" la ricorrenza, ai sensi degli art
299 e 300 del D.lgs 152/2006, del danno ambientale ("è danno
ambientale qualsiasi deterioramento significativo e misurabile, diretto o
indiretto, di una risorsa naturale o dell'utilità assicurata da
quest'ultima"
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 | Per tutte queste ragioni la Provincia deve
evitare che il danno sia portato ad ulteriori conseguenze considerando anche
la clausola di equivalenza secondo la quale " non impedire un
evento, che si ha l'obbligo giuridico di impedire, equivale a
cagionarlo" ( art 40, comma 2 c.p.) |
 | La Provincia è chiamata ad attivarsi presso
l'Enel affinché ponga fine a questo modo brutale di utilizzare le acque del
Lago di Molveno facendo valere le ragioni dell'art 55 del T.U. 11.12.1933
N.1775.
Riportiamo alcuni passi significativi della
direttive europea 2000/60 CE: |
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Tale
normativa si apre con un preciso riferimento all’art.174 del trattato che
istituisce la Comunità Europea:”la politica
ambientale della Comunità deve contribuire a perseguire gli obiettivi di
salvaguardia, tutela e miglioramento della qualità dell’ambiente,
dell’utilizzazione accorta e razionale delle risorse naturali, che deve
essere fondata sui principi della precauzione..., sul principio della
correzione, anzitutto alla fonte, dei danni causati all’ambiente, nonché
sul principio < chi inquina paga>”
E
ancora:”l’acqua non è un prodotto
commerciale al pari degli altri, bensì un patrimonio che va protetto,
difeso e trattato come tale”
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