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Intervento
al Consiglio Comunale del 4 ottobre 2006 Il progetto di innevamento artificiale della Paganella
nasce da un procedimento amministrativo alquanto curioso e soprattutto
discutibile: la società Paganella 2001 spa viene autorizzata in sede di VIA in
data 30.5.2003 all’allargamento del bacino sciistico, che viene portato da 62
ha a 77 ha. Il progetto non prevedeva l’innevamento artificiale delle piste
che era stato stralciato dalla stessa società (in tempi diversi erano state
proposte soluzioni alternative, quali 2 bacini artificiali in un primo tempo e
poi 5 serbatoi interrati tutto però stralciato). 1.
L’ENEL ha in concessione l’acqua del Lago di Molveno a scopo idroelettrico e
per il progetto all’esame viene autorizzato, anzi “sollecitato”, a cedere
una quota di prelievo ad altri fini che non sono quelli idroelettrici. 2.
I pareri dei vari Servizi provinciali: tutte le valutazioni fatte nello
screening parlano di effetti favorevoli per la stazione sciistica, ma nessuno
ha valutato gli effetti sul paese di Molveno che proprio per la situazione
depressa del Lago non può proporsi turisticamente, se non per il limitato
periodo estivo. Il parere paesaggistico si limita a suggerire la colorazione
delle tubazioni. Il parere relativo alla tutela della fauna ittica si concentra
sulla reticella a maglia fine da apporre sui tubi aspiranti in modo che i
pesciolini centrifugati non vengano sparati misti alla neve immacolata. Nessuno
fra tutti i servizi e competenze coinvolte si preoccupa di ragionare in termini
di territorio turistico, dei vari aspetti del prodotto turistico offerto, di
valutare effetti e benefici, di valutare anche la restituzione dell’acqua al
bacino, di carico turistico della località. L’unico ragionamento che
emerge è quello che ci sono le piste fatte (autorizzate senza l’innevamento)
ed occorre innevarle. Ma questo ragionamento è proprio all’opposto dei
principi dello sviluppo sostenibile ai quali l’Europa ci richiama e che la
Provincia dovrebbe garantire. Di questo passo si aumentano gli alberghi e le
seconde case, si realizzano strutture quali il golf che richiedono risorse
notevoli idriche, tutto finanziato dalla Provincia, e poi alla fine si
contrappongo le comunità perché ormai le strutture esistono, qualcuno ha
investito e bisogna garantire l’acqua a scapito di risorse ambientali che sono
la base dello sviluppo di un’altra comunità. Ci pare una rincorsa nello
sfruttamento dei fattori ambientali senza soluzione. Nell’incontro del 12 settembre 2006 con gli attori citati
è emerso che il Rio Lambin è nello stato di inquinamento per sversamenti
abusivi post depuratore ed inoltre per la rete fognaria di Andalo dove le
acque bianche e nere non sono completamente separate. E’ anche emerso che
tutti conoscono la situazione ma che nessuno ha fatto alcunché per porvi
rimedio. In primo luogo il Comune di Molveno che ha tollerato per anni la
situazione descritta. Anche l’avviso ai tecnici provinciali della situazione
delle acque del Lago di color marrone è stata fatta dalla minoranza in data 4
settembre 2006. La mobilitazione popolare che vi è stata sull’argomento
ha evidenziato quanto sia delicata la tematica del lago e del suo sfruttamento e
quanto interessi alla cittadinanza. L’Associazione per il Lago ha tenuto varie
riunioni pubbliche ed ha presentato 2 richieste di consultazione popolare ai sensi dell’art. 16 dello Statuto
comunale. Ad ogni buon conto dobbiamo dire che comunque ad oggi qualche risultato è stato ottenuto:
Sicuramente
l’intervento della minoranza consiliare è servito
per migliorare il progetto, per far prendere coscienza a chi cercava di
minimizzare tutto, dando per scontato che tutto fosse a posto e che non vi
fossero alternative. Ma il risultato maggiore a nostro avviso è stato quello
che ha evidenziato la necessità di uscire dalle stanze del Comune e di rendere
partecipe la popolazione delle decisioni. In quanto consiglieri non abbiamo
una delega in bianco, il confronto dovrebbe essere la regola, anche ad evitare
il delirio di onnipotenza che talvolta colpisce che è abituato solo a decidere
e a non ascoltare nessuno. Proprio con questo spirito di trasparenza delle
decisioni amministrative noi riteniamo che la decisione circa il progetto di
innevamento con prelievo dal Lago debba: -
Nel frattempo debba essere costituito il tavolo
di lavoro con la Provincia e l’ENEL per discutere delle condizioni della
concessione attuale e delle garanzie nel caso di una nuova concessione. I tempi
sono infatti stati accelerati anche dalla norma varata dalla Commissione dei 12
che attribuisce la competenza al rilascio delle concessioni di grande
derivazione alla Provincia. Condizioni che devono essere pronte entro il 2007. Ad
oggi nulla è stato fatto, ad eccezione dell’incontro promosso dalla minoranza
consiliare con l’Assessore provinciale all’Energia Ottorino Bressanini e
alle lettere inviate dall’Associazione per il Lago al Presidente Dellai e al
Segretario alla Presidenza del Consiglio Letta. In questa difficile trattativa
anche Andalo dovrebbe dare una mano perché le risorse di Molveno avvantaggiano
tutto l’ambito turistico. -
Per il problema dell’innevamento della Paganella la situazione è – né
più né meno – come quella della scorsa stagione sciistica. Varrebbe la pena
utilizzare il tempo per approfondire anche altre soluzioni tecniche, non ultima
quella del Rio Lambin una volta garantita la sua pulizia. -
Provvedere urgentemente a risolvere la situazione di Bior
che senza questa occasione di discussione sarebbe rimasta relegata ai proclami
elettorali. Preoccupa invece il clima
di intimidazione che è venuto a crearsi nel Paese: il parlare di rischio
per i lavoratori di Molveno occupati in Andalo è davvero assurdo. I lavoratori
sono apprezzati per il loro lavoro, per la loro competenza, per la loro
esperienza. Sarebbe veramente un atteggiamento “estorsivo e mafioso” quello
di indurre la minoranza a consentire il voto della deroga al PRG, rinunciando ai
mezzi ostruzionistici messi in campo (sono
gli unici consentiti alle minoranze per far sentire la loro voce) sotto la
pressione del pericolo dei posti di lavoro. Crediamo vi sia bisogno di riappropriarsi dei valori della
partecipazione e dell’esercizio dei propri diritti: non è il Sindaco che
regala le concessioni edilizie, queste sono un diritto se il lotto è
edificabile e se gli indici sono rispettati, e questo vale per tutti gli atti
dell’amministrazione: dai contributi, agli incarichi, alle assunzioni.
Dobbiamo imparare ad esercitarli i diritti, a partecipare, a difendere la
democrazia che non è mai perfetta. |