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Intervento al Consiglio Comunale del 4 ottobre 2006

 Il progetto di innevamento artificiale della Paganella nasce da un procedimento amministrativo alquanto curioso e soprattutto discutibile: la società Paganella 2001 spa viene autorizzata in sede di VIA in data 30.5.2003 all’allargamento del bacino sciistico, che viene portato da 62 ha a 77 ha. Il progetto non prevedeva l’innevamento artificiale delle piste che era stato stralciato dalla stessa società (in tempi diversi erano state proposte soluzioni alternative, quali 2 bacini artificiali in un primo tempo e poi 5 serbatoi interrati tutto però stralciato).
In data 15 marzo 2005 la società richiede il VIA per la realizzazione di un invaso da 40.000 mc a Cima Roda (c.c. Fai della Paganella) alimentato con derivazioni da concessioni già in atto, compresa quella del supero dell’acquedotto potabile di Andalo. Il Comitato per l’Ambiente con decisione dd. 13 luglio 2005, valuta positivamente la realizzazione dell’invaso e per quanto riguarda l’acqua recita “considerata la necessità di incrementare il ricorso all’innevamento programmato e la necessità di svincolare l’acquedotto di Andalo dal prelievo finalizzato a tale scopo, è opportuno individuare fin d’ora una idonea fonte di approvvigionamento sostitutiva dell’acquedotto di Andalo. Tale fonte sostitutiva va ricondotta preferenzialmente al Lago di Molveno, in relazione all’ampia disponibilità della risorsa idrica rispetto ai fabbisogni dell’area sciistica della Paganella”.
A fronte di tale provvedimento il gruppo di minoranza Voltiamo Pagina ha presentato in data 17 agosto 2005 una interrogazione al Sindaco per conoscere se il Comune fosse al corrente di questi progetti da parte della società Paganella 2001 Spa.
In data 17 novembre 2005, dopo ben 3 mesi, il Sindaco rispondeva all’interrogazione dicendo che tutta la vicenda si sarebbe risolta in pochi centimetri di acqua in meno e che il prelievo sarebbe stato sicuramente compatibile.

Il progetto attuale abbandona l’invaso in quota e l’invaso/bacino diviene il Lago di Molveno dal quale viene direttamente prelevata l’acqua e pompata in Paganella, non più 40.000 mc bensì 210.032 mc. Sul Lago vengono realizzate strutture fisse e mobili e 8 km di interramento di tubazioni.

Tale progetto non è stato oggetto di VIA ma solo di screening: quindi il Comitato per l’Ambiente prima “suggerisce” ipotesi progettuali, queste vengono proposte in modo e con quantità completamente diverse e sfuggono però alla valutazione di VIA.
 Tutto il procedimento è però carente sotto più punti di vista. 

1. L’ENEL ha in concessione l’acqua del Lago di Molveno a scopo idroelettrico e per il progetto all’esame viene autorizzato, anzi “sollecitato”, a cedere una quota di prelievo ad altri fini che non sono quelli idroelettrici.
Meraviglia che la Provincia consenta ad ENEL questo commercio (business) senza richiedere in cambio almeno una riconsiderazione del periodo di innalzamento del lago.
Tutto lo scambio rimane circoscritto fra ENEL e Paganella 2001 Spa e nessuno conosce l’entità di questo business.

 2. I pareri dei vari Servizi provinciali: tutte le valutazioni fatte nello screening parlano di effetti favorevoli per la stazione sciistica, ma nessuno ha valutato gli effetti sul paese di Molveno che proprio per la situazione depressa del Lago non può proporsi turisticamente, se non per il limitato periodo estivo. Il parere paesaggistico si limita a suggerire la colorazione delle tubazioni. Il parere relativo alla tutela della fauna ittica si concentra sulla reticella a maglia fine da apporre sui tubi aspiranti in modo che i pesciolini centrifugati non vengano sparati misti alla neve immacolata. Nessuno fra tutti i servizi e competenze coinvolte si preoccupa di ragionare in termini di territorio turistico, dei vari aspetti del prodotto turistico offerto, di valutare effetti e benefici, di valutare anche la restituzione dell’acqua al bacino, di carico turistico della località. L’unico ragionamento che emerge è quello che ci sono le piste fatte (autorizzate senza l’innevamento) ed occorre innevarle. Ma questo ragionamento è proprio all’opposto dei principi dello sviluppo sostenibile ai quali l’Europa ci richiama e che la Provincia dovrebbe garantire. Di questo passo si aumentano gli alberghi e le seconde case, si realizzano strutture quali il golf che richiedono risorse notevoli idriche, tutto finanziato dalla Provincia, e poi alla fine si contrappongo le comunità perché ormai le strutture esistono, qualcuno ha investito e bisogna garantire l’acqua a scapito di risorse ambientali che sono la base dello sviluppo di un’altra comunità. Ci pare una rincorsa nello sfruttamento dei fattori ambientali senza soluzione.
3. Il progetto approda in Comune a marzo 2006 per i vari pareri e accordi e successivamente in luglio in quanto necessita della deroga al PRG per la costruzione di opere in fascia lago. Il Comune ha trasmesso alla Provincia un parere favorevole sul progetto, con prescrizioni relativamente alla cabina, senza preoccuparsi che questo parere spettava al Consiglio comunale. Forse la fretta di dare l’ok ha giocato un brutto scherzo.
Anche la fretta di sottoporlo alla Commissione edilizia fuori ordine del giorno evidenzia che le cose erano già promesse e fatte.
                  
   4. Quando il progetto approda in aula il 29 agosto 2006 abbiamo chiesto la sua sospensione in quanto l’argomento necessitava di approfondimenti, innanzitutto per lo stato deplorevole del Lago di Bior dovuto alle pessime condizioni del Rio Lambin, in secondo luogo per discutere della concessione delle acque del lago la cui gestione è l’impedimento allo sviluppo di Molveno, terzo per approfondire il progetto con il Comune di Andalo, la società interessata e la Provincia.

Nell’incontro del 12 settembre 2006 con gli attori citati è emerso che il Rio Lambin è nello stato di inquinamento per sversamenti  abusivi post depuratore ed inoltre per la rete fognaria di Andalo dove le acque bianche e nere non sono completamente separate. E’ anche emerso che tutti conoscono la situazione ma che nessuno ha fatto alcunché per porvi rimedio. In primo luogo il Comune di Molveno che ha tollerato per anni la situazione descritta. Anche l’avviso ai tecnici provinciali della situazione delle acque del Lago di color marrone è stata fatta dalla minoranza in data 4 settembre 2006.

La mobilitazione popolare che vi è stata sull’argomento ha evidenziato quanto sia delicata la tematica del lago e del suo sfruttamento e quanto interessi alla cittadinanza. L’Associazione per il Lago ha tenuto varie riunioni pubbliche ed ha presentato 2 richieste di consultazione popolare ai sensi dell’art. 16 dello Statuto comunale.
La richiesta è stata depositata in Comune in data 28 settembre 2006.Voler approvare oggi la deroga al PRG con la forza dei numeri appare un atteggiamento di arroganza e di profondo disprezzo dei cittadini che con la consultazione popolare avrebbero modo di dire come la pensano su questa delicata vicenda.
 

Ad ogni buon conto dobbiamo dire che comunque ad oggi qualche risultato è stato ottenuto:

  1. a maggioranza si è accorta di Bior e ha capito che occorre porvi rimedio, tant’è che – come avevamo sollecitato – sono in corso accordi con Andalo. A nostro parere non è sufficiente limitarsi alle promesse perché l’esperienza insegna che di promesse non mantenute ve ne sono state molte. E’ quindi necessario attendere la verifica sulla rete fognaria di Andalo e i passi conseguenti che l’amministrazione vorrà fare nei tempi tecnici più brevi possibili. E’ infatti di conoscenza comune che in Andalo spesso intervengano aziende di depurazione per rimuovere ostacoli e favorire il deflusso fognario nella frattura del Lago che poi confluisce nel Lambin senza passare nel depuratore. E’ altrettanto di conoscenza comune che l’azienda incaricata dello spazzamento stradale della neve di Andalo riversi tutto a valle del depuratore nel povero rio Lambin. E’ pertanto importantissimo che l’Amministrazione di Molveno vigili costantemente sullo stato delle acque restituite al Bior, soprattutto durante la stagione, ed attivi tutti i servizi provinciali addetti alla polizia idraulica.
  2. Per quanto riguarda la necessità di intervenire presso la Provincia e l’ENEL per modificare la concessione attuale nulla è stato fatto: riteniamo non sia sufficiente che il Sindaco parli con Dellai, ci vogliono tavoli di discussione, richieste precise, impegni altrettanto precisi, non una parola all’amico e all’amico dell’amico.
  3. la mobilitazione popolare sull’argomento ha anche fatto si che si intervenisse sul progetto per tentare di minimizzare il più possibile gli effetti visivi: secondo noi questo non è sufficiente. Si devono anche valutare altre soluzioni. Nell’incontro del 12 settembre è emerso che altre soluzioni ci sono, forse sono più costose, ma neanche questo è dimostrato.
  4. Sotto il profilo dell’inquinamento acustico la ridicola relazione acustica che diceva che si sarebbe fatto il possibile per ridurre le emissioni è stata sostituita con una relazione più seria che parla di decibel prodotti in rapporto alla potenza e l’attenuazione possibile.

 Sicuramente l’intervento della minoranza consiliare è servito per migliorare il progetto, per far prendere coscienza a chi cercava di minimizzare tutto, dando per scontato che tutto fosse a posto e che non vi fossero alternative. Ma il risultato maggiore a nostro avviso è stato quello che ha evidenziato la necessità di uscire dalle stanze del Comune e di rendere partecipe la popolazione delle decisioni. In quanto consiglieri non abbiamo una delega in bianco, il confronto dovrebbe essere la regola, anche ad evitare il delirio di onnipotenza che talvolta colpisce che è abituato solo a decidere e a non ascoltare nessuno.

 Proprio con questo spirito di trasparenza delle decisioni amministrative noi riteniamo che la decisione circa il progetto di innevamento con prelievo dal Lago debba:
 
-          essere posticipata a dopo la consultazione popolare che il Consiglio comunale dovrebbe fare propria accorciando così tutti i tempi tecnici per il suo esperimento.

-          Nel frattempo debba essere costituito il tavolo di lavoro con la Provincia e l’ENEL per discutere delle condizioni della concessione attuale e delle garanzie nel caso di una nuova concessione. I tempi sono infatti stati accelerati anche dalla norma varata dalla Commissione dei 12 che attribuisce la competenza al rilascio delle concessioni di grande derivazione alla Provincia. Condizioni che devono essere pronte entro il 2007.

Ad oggi nulla è stato fatto, ad eccezione dell’incontro promosso dalla minoranza consiliare con l’Assessore provinciale all’Energia Ottorino Bressanini e alle lettere inviate dall’Associazione per il Lago al Presidente Dellai e al Segretario alla Presidenza del Consiglio Letta. In questa difficile trattativa anche Andalo dovrebbe dare una mano perché le risorse di Molveno avvantaggiano tutto l’ambito turistico.

-          Per il problema dell’innevamento della Paganella la situazione è – né più né meno – come quella della scorsa stagione sciistica. Varrebbe la pena utilizzare il tempo per approfondire anche altre soluzioni tecniche, non ultima quella del Rio Lambin una volta garantita la sua pulizia.

-          Provvedere urgentemente a risolvere la situazione di Bior che senza questa occasione di discussione sarebbe rimasta relegata ai proclami elettorali. 

Preoccupa invece il clima di intimidazione che è venuto a crearsi nel Paese: il parlare di rischio per i lavoratori di Molveno occupati in Andalo è davvero assurdo. I lavoratori sono apprezzati per il loro lavoro, per la loro competenza, per la loro esperienza. Sarebbe veramente un atteggiamento “estorsivo e mafioso” quello di indurre la minoranza a consentire il voto della deroga al PRG, rinunciando ai mezzi ostruzionistici messi in campo  (sono gli unici consentiti alle minoranze per far sentire la loro voce) sotto la pressione del pericolo dei posti di lavoro.  

Crediamo vi sia bisogno di riappropriarsi dei valori della partecipazione e dell’esercizio dei propri diritti: non è il Sindaco che regala le concessioni edilizie, queste sono un diritto se il lotto è edificabile e se gli indici sono rispettati, e questo vale per tutti gli atti dell’amministrazione: dai contributi, agli incarichi, alle assunzioni. Dobbiamo imparare ad esercitarli i diritti, a partecipare, a difendere la democrazia che non è mai perfetta.