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Interrogazione al Presidente della Giunta Provinciale di data 5 settembre 2006 presentata dal Consigliere Dr. Roberto Bombarda (Verdi del Trentino) Trento 5 settembre 2006 Egr. Sig. Pallaoro Dario Presidente del Consiglio provinciale SEDE
Oggetto: interrogazione a risposta
scritta "Tutelare il Lago di
Molveno da ulteriori prelievi idrici" Il
lago di Molveno descritto in tutti i siti web di promozione turistica, sia
quelli istituzionali che quelli delle strutture ricettive private, come “perla
naturale”, “specchio d’acqua incontaminato”, “limpido specchio
d’acqua”, “il più grande lago alpino di origine naturale” e, attingendo
alla poesia, quale “preziosa perla in più prezioso scrigno” sta per essere
sacrificato per l’innevamento delle piste da sci della Paganella. Il
bene più prezioso della comunità di Molveno, il Lago, sul quale ha impostato
tutta la sua ricchezza derivante dall’economia turistica, sta per subire un
colpo senza precedenti dopo la sciagurata decisione degli anni ’50 di
sfruttarlo per la produzione di energia elettrica: le acque del lago subiranno,
proprio nel periodo di minima per lo sfruttamento di Enel, una ulteriore
diminuzione per soddisfare le necessità di innevamento artificiale. Da
anni la comunità di Molveno è impegnata per rivedere gli accordi con Enel per
arrivare ad una capienza del Lago più rispettosa dell’aspetto paesaggistico e
ambientale della località. Negli
anni ’90 per una felice intuizione della Provincia autonoma di Trento sono
stati eseguiti i lavori di rimodellamento delle rive del Lago e creata quella
che oggi è una delle più belle spiagge del Trentino, è stata demolita la diga
di Nembia ed eseguiti lavori di recupero ambientale sul territorio di S.Lorenzo
in Banale. Contestualmente è stato rivisto l’accordo con Enel per garantire
una maggiore portata delle acque del Lago nel periodo relativo alla stagione
estiva. Tale
progetto ha rilanciato la stazione turistica, ad essa sono seguiti gli
interventi di rinnovamento delle strutture ricettive e l’appeal della località
per il periodo estivo ha avuto sicuramente un forte aumento. Rimane il problema
del restante periodo dell’anno dove il lago rimane sacrificato alle esigenze
di produzione idroelettrica, che comportano l’abbassamento del suo livello
fino a quota 780 (meno 45 m rispetto al livello massimo e meno 42,5 m rispetto
alla quota media), quota che produce un effetto deleterio di carattere lunare
sull’immagine della località e sulla sua proponibilità come destinazione
turistica. In
questa situazione è stato sottoposto al Consiglio comunale il rilascio di una
deroga urbanistica per realizzare delle opere difformi dalle previsioni del PRG,
in particolare: un manufatto di 3 piani per contenere le pompe di sollevamento,
la posa di condotte sul Lago di diametro consistente, la posa di una zattera di
25 mq sul Lago, distante più di 80 ml dalla riva, la realizzazione dei lavori
di interramento della condotta dal realizzando fabbricato fino a Pian Dosson a
1500 mslm circa. Tutti lavori che gli studi ci dicono minimali, nascosti dalla
vegetazione, mascherati, di minimo impatto, silenziosi, ecc..nulla viene detto
però sul Lago, dal quale si preleveranno 210.032 mc d’acqua e sull’immagine
che esso riflette della destinazione turistica. Il
progetto odierno nasce da un procedimento amministrativo alquanto curioso e
soprattutto discutibile: la società Paganella 2001 spa viene autorizzata in
sede di VIA in data 30.5.2003 all’allargamento del bacino sciistico, che viene
portato da 62 ha a 77 ha. Il progetto non prevedeva l’innevamento artificiale
delle piste che era stato stralciato dalla stessa società (in tempi diversi
soluzioni alternative, quali 2 bacini artificiali in un primo tempo e poi 5
serbatoi interrati). In
data 15 marzo 2005 la società richiede il VIA per la realizzazione di un invaso
da 40.000 mc a Cima Roda (c.c. Fai della Paganella) alimentato con derivazioni
da concessioni già in atto, compresa quella del supero dell’acquedotto
potabile. Il Comitato per l’Ambiente con decisione dd. 13 luglio 2005, valuta
positivamente la realizzazione dell’invaso e per quanto riguarda l’acqua
recita “considerata la necessità di incrementare il ricorso all’innevamento
programmato e la necessità di svincolare l’acquedotto di Andalo dal prelievo
finalizzato a tale scopo, è opportuno individuare fin d’ora una idonea fonte
di approvvigionamento sostitutiva dell’acquedotto di Andalo. Tale fonte
sostitutiva va ricondotta preferenzialmente al Lago di Molveno, in relazione
all’ampia disponibilità della risorsa idrica rispetto ai fabbisogni
dell’area sciistica della Paganella”. Il
progetto attuale abbandona l’invaso in quota e l’invaso/bacino diviene il
Lago di Molveno dal quale viene direttamente prelevata l’acqua e pompata in
Paganella, non più 40.000 mc bensì 210.032 mc. Sul Lago vengono realizzate
strutture fisse e mobili e 8 km di interramento di tubazioni. Tale
progetto non è stato oggetto di VIA ma solo di screening: quindi il Comitato
per l’Ambiente prima “suggerisce” ipotesi progettuali, queste vengono
proposte in modo e con quantità completamente diverse e sfuggono però alla
valutazione di VIA. Tutte
le valutazioni fatte nello screening parlano di effetti favorevoli per la
stazione sciistica: ma nessuno ha valutato gli effetti sul paese di Molveno che
proprio per la situazione depressa del Lago non può proporsi turisticamente, se
non per il limitato periodo estivo. Il
prelievo di acqua dal Lago nel periodo invernale produrrà infatti un ulteriore
danno ambientale alla “perla naturale” e il paese di Molveno sarà ancora più
spettrale. Ma un altro danno sarà ancora più grave: non vi sarà mai il
ripristino del lago di Molveno. La legge provinciale 10/2004 prevede la scadenza
della concessione Enel sul Lago di Molveno nel 2010 e prevede anche che 5 anni
prima debba essere avviato il procedimento di disdetta. La Giunta provinciale
deve inoltre valutare, per la medesima concessione, la “non sussistenza di
un prevalente interesse pubblico ad un diverso uso delle acque, in tutto o in
parte incompatibile con il mantenimento dell’uso a scopo idroelettrico”:
è evidente che avvallando la subconcessione di Enel alla società Paganella
2001 Spa si è di fatto deciso che il Lago debba essere nuovamente sfruttato. Lo sviluppo
sostenibile, di cui oggi ci si riempie la bocca senza riflettere sul significato
del concetto, viene compromesso: per soddisfare meri bisogni economici - senza
la ricerca di soluzioni alternative, senza una riflessione generale sul problema
delle acque del Lago, senza riflettere sui limiti dello sviluppo – si stanno
compromettendo le capacità delle generazioni future di soddisfare i bisogni di
domani. Con. ciò non si
vuole mettere in discussione il ruolo della società impiantistica, ne' la
possibilità di garantirgli le condizioni per assicurare l'innevamento
programmato alle piste del proprio demanio sciabile. Resta il fatto che ben
prima di assicura:re la possibilità di sviluppo del sistema piste impianti
della Paganella si sarebbero dovute valutare attentamente le necessità di
ordine idrico, individuando le soluzioni ecologicamente più sostenibili in
considerazione del valore straordinario e dell'interesse pubblico sotteso alla
presenza ed agli utilizzi della risorsa idrica. Questo percorso non è
stato dunque lineare ed ora si cerca di trovare la
scorciatoia al problema dell'innevamento
artificiale della Paganella, individuando però una strada che è
peggiorativa rispetto ad. altre possibili
soluzioni al problema iniziale. Come dire, che la toppa è
peggio del buco! Deve essere chiaro che
Molveno, che ha già pagato in misura straordinariamente gravosa il costo dello
sviluppo del Trentino, non può sopportare oltre lo sfruttamento del Lago.
Inoltre, l'intera popolazione di Molveno deve poter essere adeguatamente
informata dei progetti in corso e deve potersi democraticamente
esprimere proprio in considerazione del ruolo fondamentale ed
insostituibile che il lago svolge per essa. Tutto quanto premesso si interroga il Presidente della Giunta
provinciale per sapere: l.
se ritiene legi1timo avvallare la commercializzazione a scopo di lucro di
acqua. da parte di Enel al quale la derivazione è
stata concessa per la produzione di
energia elettrica, con grave sacrificio di interessi ambientali per il comune
rivierasco di Molveno; 2.
se ritiene conforme al dettato della. LP 10/2004
il rilascio di una subconcessione alla
società Paganella 2001.
Spa per l' innevamento artificiale, a soli
4 anni dalla scadenza della. concessione Enel, finita la quale la legge impone
di riconsiderare gli interessi pubblici in gioco. Non ritiene che in questo caso
tale valutazione sia stata impropriamente anticipata, in quanto non. sarebbe
assolutamente credibile un investimento ingente da parte della società
Paganella 2001 Spa per soli 4 anni e nemmeno l'intervento provinciale di
contribuzione ai sensi della LP 35/88; 3.
se ritiene legittimo che il Lago di Molveno, lago naturale sfruttato per
la produzione di energia elettrica per le sciagurate
decisioni degli anni '50, venga considerato un bacino
illimitato al quale si può ricorrere per. qualsiasi. necessità: produzione
energia e innevamento oggi, golf e altro domani. e non si debba invece invertire
questa logica predatoria delle risorse naturali per avviare un percorso di
rinaturalizzazione e considerare invece questi beni alla base del prodotto
turistico; 4.
se non ritiene necessario che la procedura di VIA debba. limitarsi al progetto
presentato senza. che il Comitato dell' Ambiente assuma il ruolo di progettista
suggeritore delle opere e - in ogni caso - se non. ritenga fuori luogo da parte
del Comitato per l’Ambiente la fissazione di prescrizioni che costituiscono
sostanziali modificazioni dei presupposti e degli elaborati progettuali; 5.
se non ritiene comunque che le prescrizioni di progettazione seppur
illegittimamente date in sede di VIA,
non debbano essere valutate dal medesimo organo che le ha imposte, in
questo caso il Comitato per l’Ambiente, considerato che la prescrizione era
riferita ad un. prelievo di 40.000 mc, mentre il
progetto attuale riguarda 210.000 mc modificando
sostanzialmente il bilancio idrico conseguente al prelievo; 6.
se non ritiene lacunoso il parere formulato per l'aspetto turistico, sia
in relazione alla pratica di realizzazione del bacino a Cima Roda che in quella
attuale di screening per il prelevamento dell'acqua dal Lago di Molveno,
limitato esclusivamente al completamento del bacino sciistico del1a Paganella,
senza alcuna valutazione per la località di Molveno dove viene ulteriormente
svilito il Lago; 7.
se non ritiene sia impellente un bilancio di carico turistico della zona,
dove prima si avvallano PRG in
continua espansione, poi si. finanziano
impianti di risalita con portate illimitate, poi di conseguenza deve essere
ampliato il bacino sciistico, poi ci si accorge che manca l'acqua per il suo
innevamento e quindi si incide sul Lago che è la risorsa turistica di Molveno
che viene impoverito ulteriormente, dando luogo ad una rincorsa nello
sfruttamento dei fattori ambientali dei quali non si vede soluzione; 8.
se non
ritiene necessario modificare il PGUAP per inserire una norma di valutazione
anche per i laghi,
come il deflusso minimo vitale per i corsi
d'acqua; 9.
se, in considerazione di quanto sopra, non ritenga necessario sospendere
il procedimento amministrativo per l'autorizzazione al prelievo dal Lago,
ricercando soluzioni alternative per l'innevamento artificiale e ricercando
soluzioni per la naturalizzazione del Lago di Molveno; 10.
se condivida la valutazione che su un
tema di così ampia rilevanza per i
destini della comunità di Molveno serva uno sforzo straordinario da parte
della. Provincia e del Comune per informare e coinvolgere l'intera cittadinanza
circa scelte che potrebbero determinare in via negativa ogni ulteriore
possibilità di sviluppo per la località turistica. Ai sensi di regolamento si richiede
risposta scritta. Cons. Prov. dottor Roberto Bombarda |